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- La Struttura dell'Ordine Cosmico: La Forza della Vibrazione
- I Piani d'Esistenza e la Compenetrazione della Materia
- L'Evoluzione Come Unica Necessità
- Il Percorso Evolutivo sulla Terra
- Il Ciclo di Apprendimento: Razze e Karma
- La Storia delle Civiltà e il Ritorno Finale
- Riferimenti
Per comprendere l’esistenza, dobbiamo partire dalla sua origine ultima: l’Assoluto, che è l’«Uno», il «Tutto» e Colui che è.
Da questa origine perfetta e completa, si verifica la prima emanazione, il primo atto di distacco dall’unione totale: nasce l’Individualità. Lungo tutto il cammino di questa Individualità attraverso il ciclo di reincarnazioni, essa è connessa a una porzione infinitesimale dell’Assoluto che chiamiamo la Scintilla (o Goccia, o Vero Sé).
Questa Scintilla è la componente del nostro essere che mantiene il contatto con il Tutto e che, quando viene finalmente raggiunta, permette il rientro in seno all’Assoluto stesso.
La Struttura dell’Ordine Cosmico: La Forza della Vibrazione
Il meccanismo attraverso cui questa realtà prende forma è la Vibrazione. È essenziale capire che tutto ciò che esiste è vibrazione. Anche la materia che appare immobile e statica è percorsa da un movimento vibratorio che funge da elemento coesivo per lo sviluppo delle forme nella Realtà.
La vibrazione è il succedersi ciclico di un movimento, un concetto che può essere esteso all’intera realtà, toccando non solo i fenomeni fisici, ma anche quelli psicologici e sociali.
Il processo di ordinamento e costituzione della Realtà e dei suoi Cosmi ha avuto inizio con l’emissione, da parte dell’Assoluto, di una Vibrazione Prima. Questa è la vibrazione che ordina ogni aspetto del manifestato e che, nel suo complesso, contiene già i dettami per come un determinato Cosmo dovrà costruirsi ed evolvere. La Vibrazione Prima si pone come ponte tra i due estremi: da un lato, mantiene le direttive dell’Assoluto; dall’altro, penetra costantemente in tutto il Cosmo.
La sua presenza continua garantisce la ripetitività delle reazioni della materia che definiscono le leggi di natura, mantenendo così intatto il tessuto cosmico. Per questo motivo, la Vibrazione Prima funge da binario lungo il quale si allineano e si collegano tutti i cicli minori che si sviluppano nella Realtà.
I Piani d’Esistenza e la Compenetrazione della Materia
La realtà in cui facciamo esperienza si articola su sette piani di esistenza, ognuno caratterizzato da proprietà specifiche. Ognuno di questi piani è a sua volta frazionabile in sette sottopiani, corrispondenti alle diverse densità di materia che li costituiscono. Tra questi, abbiamo i piani inferiori: il piano fisico (per l’incarnazione), il piano astrale (per desideri, sensazioni ed emozioni), e il piano mentale (che dà forma ai pensieri). Il quarto piano, centrale, è il piano akasico o della coscienza, dove risiedono i corpi akasici di tutte le individualità. I tre piani superiori, di natura spirituale, sono poco comprensibili per la nostra attuale preparazione.
Tutta la materia di un piano è formata dalla sua unità elementare, la particella più piccola che, aggregandosi in modi diversi, genera le proprietà del piano stesso. Tuttavia, l’unità elementare da sola non basta: è l’azione della vibrazione che la percorre e la modifica a ogni contatto che permette la diversificazione della materia e l’esistenza della molteplicità delle forme.
Questa struttura dà origine alla compenetrazione della materia. Non vi è staticità, ma interconnessione: la materia più sottile è il presupposto indispensabile e necessario per l’esistenza della materia più densa (ad esempio, l’atomo dipende dall’unità elementare, e il corpo fisico dipende dall’atomo). Di fatto, la materia più sottile di un piano compenetra ogni altra densità fisica, agendo da fattore unificante.Perciò, i corpi dell’individuo non sono dislocati in luoghi distinti, ma sono tutti compenetrati l’uno nell’altro.
La catena è continua: un atomo fisico è composto da unità elementari fisiche, che sono composte da unità astrali, che sono composte da unità mentali, che sono composte da unità akasiche, e così via, fino ai piani spirituali.
Se isoliamo l’unità elementare fisica e la si scompone, non si ottengono due metà fisiche, ma due parti della materia del piano immediatamente superiore, quello astrale. Continuando a ritroso (dall’astrale al mentale, e dal mentale all’akasico), e scomponendo l’unità elementare del penultimo piano spirituale, ciò che si ottiene è l’elemento che compone l’ultimo piano: l’Assoluto.

L’Evoluzione Come Unica Necessità
L’intera architettura è finalizzata a un unico processo: l’Evoluzione, che si svolge attraverso tre fasi interconnesse e inscindibili: l’evoluzione della forma, della materia e della coscienza. Senza una di esse, le altre perderebbero la loro ragione d’essere.
L’evoluzione della coscienza è l’obiettivo finale, che consiste nell’ampliare il nostro sentire individuale fino a superare l’illusione di essere separati dalla Realtà e l’illusione del divenire. Ma per far evolvere la coscienza, l’Individualità necessita di strumenti idonei.
Qui interviene l’evoluzione della forma, che assicura che l’individuo trovi sul piano fisico veicoli (corpi) commisurati al suo livello evolutivo, permettendo così di affrontare e ampliare le esperienze. È la forma che si adegua, non viceversa; ad esempio, il corpo di un troglodita, pur essendo adatto alla sua evoluzione, non avrebbe potuto esprimere la sensibilità di un Leonardo Da Vinci. Questa trasformazione è influenzata dalle leggi fisiche e dalle condizioni ambientali, ma non avviene per puro meccanicismo. La trasformazione ha una finalità precisa: creare un veicolo adatto al sentire raggiunto, ed è innescata dalla necessità stessa dell’entità di adeguare il corpo fisico ai suoi bisogni evolutivi.
Contemporaneamente avviene l’evoluzione della materia dei corpi transitori (astrale e mentale). Questi corpi nascono come conseguenza del sentire conseguito dall’individuo e si rinnovano e affinano ad ogni vita, utilizzando materia astrale e mentale progressivamente più sottile.
Questo procedimento si ripete in un ciclo continuo: il corpo akasico crea i nuovi corpi sulla base del sentire raggiunto; questi plasmano l’ambiente psico-sociale in cui si agisce; l’ambiente psico-sociale, unito a quello fisico, crea i presupposti per l’evoluzione dell’intera razza, ampliando il sentire di tutti.
Questo nuovo sentire innesca il ciclo incarnativo successivo con un punto di partenza più elevato, richiedendo diversa materia fisica, astrale e mentale. In sintesi, è la coscienza (o spirito) che, volendo ampliare il suo sentire, genera effetti che si manifestano nelle materie dei piani inferiori, portando a modifiche nello sviluppo del corpo fisico della razza umana in modo intenzionale e mirato, non casuale.
Il Percorso Evolutivo sulla Terra
L’evoluzione non è iniziata con l’uomo. Agli albori del pianeta, mentre la Terra si raffreddava, si manifestava l’evoluzione dello stato di coscienza della materia stessa, che prendeva consapevolezza di sé sotto la spinta delle vibrazioni dell’Assoluto. Con l’equilibrio tra terre e mari, nacque la prima forma di vita: il minerale. L’insieme della massa akasica (la futura prima razza) iniziò a fare esperienza collegandosi al minerale, stabilendo un primo contatto con gli strumenti necessari per acquisire la coscienza.
Col passare dei millenni, la massa akasica necessitò di forme più complesse per aumentare le sue possibilità di esperienza. Sotto gli influssi della Vibrazione Prima, nacque la materia vegetale. Quando anche questa divenne inadeguata, sempre sotto la spinta della Vibrazione Prima, la materia vegetale si trasformò, avvicinandosi alla materia animale, acquisendo nuove qualità. La massa akasica si diversificò e si collegò alla materia animale. È un ripetersi continuo e ciclico di meccaniche identiche, ma con risultati che cambiano progressivamente.
Dopo molti millenni, la forma animale non era più sufficiente. Seguendo il piano preordinato da ‘Colui che tutto ha sognato’, la materia animale iniziò a differenziarsi. Piccoli cambiamenti nelle molecole del DNA in molti luoghi diversi crearono le basi per forme in grado di ospitare la massa akasica ormai frammentata, offrendo a ogni Scintilla un corpo per fare esperienza: era il momento della nascita dell’uomo. L’umanità non è definita dalla sola forma fisica, ma dal raggiungimento di un certo livello evolutivo che induce l’Individualità a collegarsi a quella forma. Forme pre-umane, pur modificandosi geneticamente, non divennero esseri umani finché la razza (le Individualità che facevano esperienza) non si incarnò in esse. Fu l’arrivo della “scintilla”—la coscienza dell’individuo—a distinguerle.
Il Ciclo di Apprendimento: Razze e Karma
Un raggruppamento di Individualità (un’«isola akasica») con simili necessità evolutive costituisce una razza, la quale si incarna per circa 50.000 anni. Durante questo periodo, la legge della reincarnazione è inevitabile. La necessità di vivere più vite deriva dal fatto che non si può raggiungere il totale ampliamento della coscienza in una sola esistenza. Il corpo akasico ha bisogno di confrontarsi con ambienti e stimoli diversi, che mutano (in media, ogni 350 anni tra le incarnazioni) per verificare la realtà e la definitività della comprensione acquisita. Inoltre, poiché tutto tende all’equilibrio, interviene la legge del karma (o legge di causa-effetto). Questa legge dà al corpo akasico la possibilità sia di comprendere gli errori commessi per ristabilire l’equilibrio interiore, sia di rincontrare le Individualità con cui erano stati creati squilibri.
Le razze si susseguono attraverso una sovrapposizione temporale. Quando una razza raggiunge circa metà del suo ciclo, la successiva inizia a incarnarsi. Attualmente, coesistono la terza razza (circa 35-37 mila anni) e la quarta razza (10-12 mila anni). Si prevede che sette razze si incarneranno sulla Terra (come Marte fu abitato prima e Venere lo sarà in futuro). La sovrapposizione è cruciale: la razza più antica prepara l’ambiente sociale e le istanze evolutive per la razza successiva, poiché la società riflette il sentire raggiunto, offrendo nuove mete evolutive.

La Storia delle Civiltà e il Ritorno Finale

La prima ondata di vita, conosciuta come Mu o Lemuria , era una razza robusta, vicina alla natura, e conosceva tutti i segreti che la natura possedeva, e compì la sua evoluzione proprio all’interno di questo mondo naturale. Nella mitologia qualche ricordo ance-strale esiste ancora di questa razza è possibile trovarlo nelle fiabe che parlano di Nani.
Sotto la spinta della Vibrazione Prima, all’interno di questa razzai iniziò a nascere un nuovo corpo fisico. Nacque così la seconda razza, quella di Atlantide. Ancora una volta, nella mitologia è facile trovare il ricordo an-cestrale di questa razza conosciuta dalle come la razza degli elfi. Erano più alti, sognatori e il loro corpo, più sensibile, portò all’abbandono e alla scomparsa della forma rudimentale dei Nani.
La razza di Atlantide è definita dal tipo di corpo fisico che possedeva, e non solo dal continente che portava quel nome. La distruzione di Atlantide in una sola notte è mitologica; la civiltà storica (il culmine dell’evoluzione di quella razza) declinò gradualmente.
Durante il periodo di Atlantide, convivevano gli Atlantidei più evoluti e la nascente terza razza (la nostra, allora meno raffinata). Gli individui più illuminati di Atlantide tentarono missioni colonizzatrici per diffondere la conoscenza, dimostrando, però, di non aver compreso tutto, poiché la conoscenza si trasmette alla razza successiva tramite archetipi, non cognizioni. Quando il nucleo centrale sprofondò, le colonie isolate furono guidate da persone sempre meno evolute, e le antiche sapienze si dispersero, travisate o fuse con le superstizioni locali (come si ritrova nelle matrici Maya, Egiziane e Indiane).
La terza razza (l’attuale minoritaria) si sviluppò con corpi che privilegiavano il corpo mentale, conferendo una maggiore capacità logica rispetto alle precedenti. Oggi, anche questa forma è in via di superamento, e la quarta razza è già in incarnazione. I cambiamenti genetici richiederanno tempo, ma le attuali caratteristiche fisiche saranno sostituite da altre, più adatte a consentire l’evoluzione della coscienza successiva.
Il filo dell’esistenza si completa quando i corpi inferiori, che sono transitori, vengono abbandonati. L’individuo, che ora possiede solo il corpo akasico, continua la sua evoluzione post-incarnativa. Attraverso l’ampliamento della comprensione, il corpo akasico si unisce agli altri, formando le isole akasiche. Quando la comprensione all’interno di questi aggregati aumenta, le isole si integrano fino a diventare un’unica vasta isola di comprensione. A questo punto, la Vibrazione Prima può fluire completamente, essendo stata totalmente compresa.
Questa grande isola di comprensione è ormai unita all’Assoluto e ne è diventata parte. Ci si ritrova fusi in Dio, dal quale, in realtà, non ci si è mai allontanati; il percorso è stato solo un “peregrinare illusorio”. I misteriosi corpi superiori sono in realtà tre stadi progressivi del corpo akasico (dell’individuo, dell’isola akasica e della massa akasica) che culminano nell’Assoluto che li comprende tutti. Si tratta di un processo di continua aggregazione totale, in cui l’Assoluto è un macro-organismo. Ogni “cellula” (Individualità) mantiene la consapevolezza del suo percorso pur sentendosi parte del Tutto. Non si diventa parte di un organismo “diverso”, ma semplicemente ampliato, poiché la propria parte preesistente viene mantenuta e integrata. Questa è l’analogia dell’espansione della nostra comprensione, che continua a unirsi alle altre coscienze che hanno raggiunto lo stesso Sentire, fino al raggiungimento del Sentire dell’Assoluto.
Riferimenti
Il contenuto di questo articolo è basato sullo studio degli insegnamenti del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77 , che hanno offerto il fondamento per l’elaborazione delle idee qui presentate.
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Biologo nutrizionista e Personal Trainer specializzato in allenamento a corpo libero e calisthenics: la mia visione di salute consiste in un sistema che integra movimento, nutrizione e consapevolezza interiore.



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