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Cerchio Firenze 77: Karma e Libertà


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In questo articolo approfondiremo i concetti di Karma e Libertà, soprattutto calandoli nell’ottica più ampia dell’Individuo e del suo percorso di Evoluzione Spirituale, come delineato dagli insegnamenti del Cerchio Firenze 77.

La prima e forse più radicale affermazione che emerge dalle fonti è il rifiuto del concetto tradizionale di Karma inteso come “destino” o “fatalità cieca”, in quanto esso presuppone l’esistenza del tempo. La legge di Causa ed Effetto, che il Karma rappresenta, è sì ineluttabile, ma non è una maledizione imposta da un fato. Piuttosto, il Karma è l’effetto che segue le cause mosse dall’individuo stesso nelle incarnazioni precedenti o nella vita attuale. In questo senso, il Karma serve non come punizione, ma come strumento di giustizia divina e misericordia, poiché gli effetti dolorosi delle azioni (le cause) spingono l’individuo all’acquisizione della comprensione. Il dolore, come disse Kempis, è un mezzo di comprensione e quindi di evoluzione.

La relazione tra Karma e Libertà è complessa, in quanto si svolge nel quadro dell’Eterno Presente.

Il Karma come “Assenza di Libertà” e la Necessità dell’Evoluzione

Se la libertà è definita come “assenza di limitazioni”, il Karma, di conseguenza, viene definito esplicitamente come “Assenza di Libertà”. Questa coercizione non è imposta da un Dio vendicativo, ma deriva dalle azioni (cause) dell’individuo stesso, che devono essere subite affinché possa nascere la comprensione.

Per chi non ha ancora raggiunto una piena coscienza, le azioni non pienamente consapevoli generano conseguenze (Karma) che si manifestano come “passaggi obbligati” nella vita, quasi come un destino. Tali effetti non sono né ingiusti né casuali. L’individuo, specialmente nelle prime fasi evolutive, è sottoposto a un controllo naturale che limita il suo campo d’azione, evitando che una libertà eccessiva possa procurare un male sproporzionato a sé e agli altri. Il Karma, in questo contesto, ha la funzione di impedire all’individuo di arrecare danni irreparabili prima che la sua coscienza si sia sufficientemente sviluppata.

Il Karma, o la legge di Causa ed Effetto, si applica in modo diverso a seconda dei piani di esistenza:

  1. Piani Densi (Fisico e Astrale): L’effetto delle cause mosse (il Karma) è ritardato (cioè non ricade immediatamente) affinché l’individuo non sia soffocato, dato che l’anima è un “tenero virgulto”. Più profondo è il Karma (più riguarda l’intimo dell’individuo), più lontano ricade nel tempo.
  2. Piano Akasico (Coscienza): La legge del Karma esiste prevalentemente nel mondo della percezione (i piani inferiori), ma non nel mondo dell’Akasa (il piano della coscienza).

La Libertà nel Contesto dell’Eterno Presente e della Coscienza

Il superamento del Karma e l’accesso alla vera Libertà si realizzano unicamente attraverso l’Evoluzione Spirituale e l’espansione della Coscienza Individuale.

L’Assoluto conosce ogni azione che l’individuo compirà, inclusa ogni scelta di “libero arbitrio relativo”, perché tutto coesiste nell’Eterno Presente, come i fotogrammi di un film già girato. Tuttavia, questa prescienza non elimina affatto la libertà di scelta dell’individuo. L’individuo, quando opera nel tempo, fa le sue scelte; il fatto che l’Assoluto le conosca “prima” (poiché per Lui non esiste un “prima”) non le rende meno libere, ma semplicemente parte di una realtà onnipresente e onnisciente.

Nel contesto di questa libertà relativa dell’uomo, si distinguono tre tipi di azioni:

  1. Assenza di Libertà (Karma): Azioni forzate e ineluttabili.
  2. Libertà Spuria: Scelte influenzate da necessità intime (desideri, paure, ambizione).
  3. Libertà Pura: Azioni compiute al di fuori di qualsiasi necessità o influenza, un elemento eccezionale e molto ridotto nell’uomo, ma che denota una reale, seppur relativa, libertà di scelta.

L’Individuo e il Fine Ultimo

Lo scopo di questa complessa interazione di Karma e Libertà non è altro che la “Nascita Spirituale” e la formazione della Coscienza Individuale.

La coscienza, crescendo, sposta l’individuo dalle limitazioni del Karma verso una libertà sempre maggiore. Quando l’individuo comprende il Karma e smette di “opporre resistenza al ritmo naturale dell’evoluzione”, cessa di soffrire, perché acquisisce la capacità di agire non per coercizione o per l’espansione dell’Io, ma per intima convinzione.

La Libertà Assoluta, che coincide con l’Assenza di Limitazioni, si raggiunge solo con l’identificazione nel Tutto. A quel punto, l’individuo ha trasceso l’Io e opera in armonia con la Volontà dell’Assoluto, ma non perché costretto, ma perché la sua volontà si è fusa con la Volontà Universale. Anche in questo stato di fusione, l’individualità (il fulcro dell’essere) persiste. In questo stato, non è più necessario parlare di Karma o limitazioni, poiché l’individuo è diventato co-creatore della realtà e non è più soggetto alle conseguenze delle sue azioni passate.

Altri Riferimenti

🔗 Per maggiori dettagli sugli insegnamenti del Cerchio Firenze 77:

📖 Per scaricare l’Opera Omnia: ⁠⁠https://paolofranceschetti.it/

🎧 Per ascoltare le registrazioni degli incontri: YouTube Playlist


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