Lo specchietto per le allodole: l’altruismo secondo Kempis, Cerchio Firenze 77

L’Altruismo come “Specchietto per le Allodole”

Perché l’altruismo sarebbe uno specchietto per le allodole? In sintesi: per Kempis e le Guide del Cerchio Firenze 77 l’altruismo imposto come norma è un ideale intermedio, da superare con la Coscienza Cosmica.

Aiutare gli altri non è la vetta della virtù? In questo articolo scopri perché le Guide la pensano diversamente, che cosa sono le grucce della morale e che cosa c’è oltre lo specchietto per le allodole.

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Lo specchietto per le allodole: qui trovi la dualità io e tu, le grucce della morale, il falso altruismo, la Coscienza Cosmica e una domanda onesta da farsi.

Perché l’altruismo è uno specchietto per le allodole

Un aspetto provocatorio dell’insegnamento riguarda una ridefinizione dei valori morali, in particolare dell’altruismo. Le Guide, e soprattutto Kempis, affermano che l’altruismo inteso come norma morale imposta non è l’insegnamento più alto possibile, né la vetta ultima dell’evoluzione spirituale.

Viene definito uno specchietto per le allodole: un ideale necessario in una fase intermedia del cammino, ma destinato a essere trasceso da una comprensione superiore della Realtà. Dire che l’altruismo è uno specchietto per le allodole non significa disprezzare la bontà. Significa indicare dove si trova il traguardo vero.

La dualità tra chi dona e chi riceve

Secondo le Guide l’altruismo presuppone una dualità intrinseca, tra un io che dona e un tu che riceve. Da qui nasce un faticoso sforzo di volontà per superare l’egoismo innato.

Per visualizzare l’attrito, si può pensare a un attore che recita la parte di un santo generoso. Deve imparare il copione e sforzarsi di mostrarsi benevolo. Finché è in scena regge la finzione, ma se il bene richiede un simile sforzo, la radice della separazione è ancora presente. Il tema si collega a Il Divenire e l’Essere.

Le religioni, il Paradiso e le grucce

Kempis chiarisce che le religioni hanno dovuto presentare l’altruismo in una chiave parzialmente egoistica, suggerendo di essere buoni per ottenere in cambio il Paradiso. L’uomo medio accetta di essere altruista perché, in fondo, calcola che gli convenga per la sua sicurezza futura o per la sua gratificazione spirituale.

I comandamenti, come ama il prossimo tuo come te stesso, sono paragonabili a grucce o a sostegni indispensabili per l’uomo storpio che non sa ancora camminare da solo nella via dello Spirito. Sono indicazioni di rotta vitali per chi naviga nel buio, ma non sono la meta finale.

In questo stadio l’altruismo è ancora un prodotto del divenire: uno sforzo per diventare migliori agli occhi di Dio o degli uomini, e non una manifestazione dell’essere.

Chi non sa ancora camminare non dovrebbe liberarsi delle grucce per presunzione. Il rischio dello specchietto per le allodole è un altro: scambiare le grucce con le proprie gambe e fermarsi a metà del ponte.

Il lato oscuro del bene

Le Guide mettono in guardia dal falso altruismo, perché dietro opere umanitarie eclatanti si nasconde spesso la vanità o il bisogno dell’Ego di sentirsi superiore. Mantenendo rigida la distinzione tra chi aiuta e chi riceve, il gesto generoso può diventare cibo per l’ego.

Un esempio moderno è il gesto caritatevole documentato sui social per ottenere approvazione. Il vero beneficiario diventa la reputazione di chi dona. È uno specchietto per le allodole in senso pieno: sembra la vetta dello Spirito, ma si resta prigionieri della dualità.

Questo tema si lega a quanto visto in La Tecnica del “Conosci Te Stesso”, dove la carità può diventare una maschera dell’Ego.

Oltre l’altruismo: la Coscienza Cosmica

L’insegnamento più alto, quello che supera l’altruismo etico, è la realizzazione della Coscienza Cosmica, il Sentire di essere Tutto. Quando l’individuo forma pienamente il proprio Corpo Akasico non aiuta più il prossimo per un dovere imposto. Vive in uno stato di identificazione con ogni essere.

Aiuta l’altro perché lo sente parte di sé, e a questo livello la distinzione tra egoismo e altruismo decade. Per approfondire, leggi Il Corpo Akasico, la Sede della Coscienza.

Per visualizzare questa spontaneità, si può pensare alle due mani di uno stesso corpo. Se una si avvicina al fuoco, l’altra la ritrae d’istinto, senza chiedere ringraziamenti. Non c’è una mano virtuosa che fa la carità all’altra: c’è un solo organismo.

Una domanda onesta prima di ogni gesto

Questo non è un invito alla freddezza. È uno strumento di onestà per valutare la radice delle proprie azioni. La prossima volta che compi un gesto di generosità, puoi chiederti da dove nasce: dalla voglia di alimentare la tua immagine, dal calcolo spirituale, oppure dalla percezione che l’altro sia parte di te.

Solo coltivando questa trasparenza si lasciano gradualmente le grucce della morale formale.

Questo è il sesto articolo del tema Insegnamenti e Pratica. L’articolo precedente è Le Tre Vie dell’Evoluzione. Trovi tutti gli articoli del tema nella pagina Insegnamenti e Pratica. Il prossimo è Fede, Verità e Spirito Critico.

Se vuoi approfondire questi temi con una guida illustrata, trovi il libro Atlante del Cerchio Firenze 77: oltre 200 pagine e 70 illustrazioni per orientarti tra gli insegnamenti.

Riepilogo

  • Per Kempis l’altruismo come norma imposta non è la vetta dell’evoluzione: è uno specchietto per le allodole.
  • Presuppone una dualità tra io che dona e tu che riceve e richiede uno sforzo di volontà.
  • Le religioni lo hanno presentato in chiave parzialmente egoistica, con la promessa del Paradiso.
  • I comandamenti sono grucce indispensabili ma non sono la meta.
  • Il falso altruismo nasconde vanità e bisogno dell’Ego di sentirsi superiore.
  • La meta è la Coscienza Cosmica, il Sentire di essere Tutto, dove la distinzione tra egoismo e altruismo decade.

Conclusioni

Grazie di cuore per aver letto fino alla fine!

💬 Hai mai fatto un gesto generoso accorgendoti poi che cercavi approvazione? E come distingui un aiuto sincero da uno di facciata? Raccontamelo nei commenti qui sotto.

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Domande frequenti

Perché l’altruismo è definito uno specchietto per le allodole?

Perché, inteso come norma morale imposta, è un ideale necessario in una fase intermedia ma destinato a essere trasceso da una comprensione superiore della Realtà.

Che cosa significa che l’altruismo nasce dal divenire?

Che è uno sforzo per diventare migliori agli occhi di Dio o degli uomini, e non una manifestazione spontanea dell’essere.

Perché i comandamenti sono paragonati a grucce?

Perché sono sostegni indispensabili per chi non sa ancora camminare da solo nella via dello Spirito, ma non sono la meta finale.

Che cos’è il falso altruismo?

È il gesto generoso che nasconde vanità o il bisogno dell’Ego di sentirsi superiore, anche dietro opere umanitarie eclatanti.

Che cosa supera l’altruismo etico?

La realizzazione della Coscienza Cosmica, il Sentire di essere Tutto. Si aiuta l’altro perché lo si sente parte di sé e la distinzione tra egoismo e altruismo decade.

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