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Cerchio Firenze 77: Insegnamenti e Pratica


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Silenzio, attenzione, e un sincero desiderio di cambiare la propria prospettiva: questi sono i presupposti fondamentali per accostarsi agli insegnamenti e alla pratica proposti dal Cerchio Firenze 77, un corpus di comunicazioni raccolte nell’ Opera Omnia tra il 1951 e il 1984. Le Guide (come Dali, Kempis, e Claudio) hanno sempre sottolineato che l’obiettivo non è arricchire la conoscenza intellettuale, ma promuovere una trasformazione interiore radicale nell’individuo.

Non si tratta di imporre una nuova religione o di creare un’organizzazione, ma di fornire un percorso iniziatico che conduca alla comprensione liberatrice.

La Natura e lo Scopo degli Insegnamenti

Gli insegnamenti del Cerchio Firenze 77 si presentano come un percorso iniziatico vero e proprio, strutturato per disorientare inizialmente il lettore o l’ascoltatore a causa di apparenti contraddizioni. Il contenuto è vasto e include concetti esoterici come Cristo, Apocalisse, Tarocchi, Karma, Dio, l’Assoluto, l’Eterno Presente, le Varianti, e il Libero Arbitrio.

Evoluzione e Ripetizione:

È importante notare che l’insegnamento si è evoluto nel tempo. Man mano che gli anni passavano, le comunicazioni diventavano più complesse e spirituali.

Le frequenti ripetizioni degli stessi argomenti nelle sedute non erano casuali. Erano necessarie affinché i concetti potessero penetrare nella mente dei partecipanti fino a essere “sentiti” e non semplicemente memorizzati. Inoltre, ogni ripetizione introduceva una nuova sfumatura che contribuiva a una maggiore comprensione della realtà illusoria.

Le Guide stesse ammettono che non sempre riescono a essere precise negli insegnamenti e che le parole sono un’indegna veste della Verità. Le Guide non hanno mai potuto dare insegnamenti più elevati di quelli che l’umanità poteva comprendere in quel momento.

La Meta Finale dell’Insegnamento:

Lo scopo di base non è aumentare la conoscenza intellettuale, ma portare a una trasformazione sostanziale dell’uomo. L’insegnamento mira a far sì che l’uomo si liberi dall’illusione della separatività causata dall’Io, raggiungendo una condizione di Unità e armonia.

La comprensione è la più alta forma di moralità e spiritualità. Quando l’insegnamento viene fatto proprio, non è più un insegnamento, ma diventa l’individuo stesso.

La Pratica: Attenzione, Consapevolezza e Comprensione

Il percorso spirituale proposto non si basa su rituali complessi (anche se si discute di magia bianca e preghiera), ma su un lavoro interiore costante.

  1. L’Autoconoscenza (Conosci Te Stesso)

La base di tutta la pratica è l’autoconoscenza. L’impronta dell’insegnamento si riassume in poche parole: “conosci te stesso”.

  • Identificazione dell’Io: L’individuo deve comprendere le cause della propria sofferenza e superarle. L’Io (Ego) è la radice di tutte le azioni umane e la fonte di separatività, conflitti e amarezze. L’Io si cela persino dietro sentimenti nobili come l’altruismo. La libertà e la pace si acquistano liberandosi dal processo di espansione dell’Io.
  • Sincerità: Comprendere se stessi significa rendersi consapevoli di tutto ciò che spinge ad agire e parlare. Implica essere sinceri con se stessi, avere il coraggio di svalorizzare le cristallizzazioni e i pregiudizi.
  1. Il Triplice Passaggio: Attenzione, Consapevolezza, Coscienza

Dali riassume il metodo essenziale per assimilare gli insegnamenti del Cerchio in tre passaggi fondamentali:

  1. Attenzione: L’attenzione è il primo passo. L’individuo deve essere consapevole delle cose alle quali presta attenzione.
  2. Consapevolezza: La consapevolezza si accompagna alla coscienza. Il rendersi consapevoli è difficile, ma deve essere costante. Nella costante consapevolezza, giungerà la comprensione e la liberazione.
  3. Coscienza (Coscienza Individuale): La coscienza è il grado di evoluzione raggiunta in virtù del quale l’individuo compie spontaneamente le proprie azioni in armonia con le Leggi Universali. La coscienza è il frutto dell’esperienza avuta direttamente da altri. La coscienza, o corpo akasico, ha una sola nascita e una sola morte .
  4. Il Ruolo dell’Esperienza, della Sofferenza e della Volontà

L’Esperienza: L’uomo deve acquistare sapienza e conoscenza attraverso l’esperienza. La verità più importante è quella che l’individuo scopre vivendo. Per evolvere, tuttavia, non è sempre necessaria l’esperienza diretta, talvolta basta capire direttamente.

La Sofferenza e il Karma: La sofferenza non è un castigo, ma ha sempre qualcosa da insegnare. Il dolore è il correttivo naturale di ciò che non si comprende. Non serve piangere sul latte versato, ma cercare di rimediare il male causato e accogliere il rimorso come incentivo a una maggiore consapevolezza.

Volontà e Azione: La volontà, indebolita dalla vita moderna e dalle comodità, va sviluppata con l’impegno. Per agire bene, l’individuo deve agire con intima convinzione e dopo aver riflettuto. L’intenzione è più importante dell’azione stessa.

La Pratica Sociale: Amore, Moralità ed Etica

Sebbene le Guide condannino l’eccessivo altruismo come un “ideale morale” che può nascondere l’Io, la pratica suggerita è la tolleranza e l’amore consapevole per gli altri.

  • Amore e Comprensione: Comprendere gli altri non significa tollerare e condividere le loro azioni, ma amarli e comprenderli. La comprensione è l’unico modo per far cessare il senso di solitudine.
  • Non Giudizio: L’uomo si riconosce dalle intenzioni, non dalle azioni. L’ipocrisia di chi giudica è condannata. Il mondo esterno è il riflesso dell’interno.
  • Moralità e Fede: La morale odierna è ancora quella delle antiche religioni. L’insegnamento del Cristo, lungi dall’essere una dottrina di annientamento, insegna l’autoconoscenza e la sicurezza interiore. La fede non deve sostituire la ragione, ma iniziare dove la ragione non può arrivare. Essere fedeli fino alla morte alla propria coscienza permette di non essere offesi dalla “morte seconda”.
  • Evitare l’Organizzazione: Gli insegnamenti condannano ogni forma di organizzazione, gerarchia o l’idea di creare “seguaci”. La sola gerarchia valida è quella imposta dall’evoluzione.

In sintesi, il Cerchio Firenze 77 offre un sistema che esorta l’individuo a vivere nel presente, non a ritirarsi dal mondo, ma a usare il mondo come palestra per la formazione della coscienza, superando l’illusione della separatività e realizzando, attraverso la propria evoluzione, il piano divino.

Altri Riferimenti

🔗 Per maggiori dettagli sugli insegnamenti del Cerchio Firenze 77:

📖 Per scaricare l’Opera Omnia: ⁠⁠https://paolofranceschetti.it/

🎧 Per ascoltare le registrazioni degli incontri: YouTube Playlist


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