Cerchio Firenze 77: Fenomeni e Metafisica


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Quando ci immergiamo negli Insegnamenti del Cerchio Firenze 77 (Opera Omnia), ci troviamo di fronte a un dualismo costante e intenzionale tra la sfera dei Fenomeni (le manifestazioni fisiche e paranormali) e la Metafisica (i concetti superiori di Dio, Cosmo ed Evoluzione). L’approccio delle Guide, come Kempis e Dali, è chiaro: i fenomeni servono da richiamo e come conferma della realtà invisibile, ma la metafisica è l’unica via per la vera trasformazione dell’individuo.

L’intera opera è vista come un percorso iniziatico, che espone gradualmente concetti sempre più complessi, dove la comprensione deve andare “oltre l’illusione” e le “ombre” del mondo manifesto.

Il Ruolo dei Fenomeni e dello Spiritismo

Le sedute del Cerchio Firenze 77 non erano solo incontri di insegnamento, ma erano spesso accompagnate da fenomeni fisici e apporti. Tuttavia, le Guide hanno ripetutamente messo in guardia contro l’eccessiva focalizzazione su questi aspetti, che sono considerati un mezzo transitorio, non il fine.

Fenomeni come Strumenti, non Scopi:

Il tempo dello “spiritismo-curiosità scientifica” è dichiarato finito. I fenomeni (come la levitazione dello strumento, la voce diretta, o gli apporti) sono provocati dalle Entità non per intrattenimento, ma per dare maggiore fede ai partecipanti e per dimostrare che le manifestazioni rientrano nel quadro naturale e sono determinate dall’applicazione di leggi che l’uomo non conosce.

  • L’Illusione del Miracolo: Il Cerchio critica la concezione antropomorfa di Dio, tipica della religione, che attribuisce al Suo intervento solo i fenomeni inconsueti e inspiegati, chiamandoli “miracoli”. Invece, i fenomeni che sembrano miracolosi (come le stigmate o le guarigioni miracolose) sono attribuiti alla grande forza che la psiche esercita sul soma, o alla fede del questuante, e rientrano nelle leggi della natura.
  • La Critica alla Scienza Positiva: La scienza ufficiale viene criticata perché, cercando la prova di laboratorio che si possa riprodurre a volontà, non riesce a dare validità ai fenomeni spiritici e propone ipotesi “molto meno logiche della così repellente ipotesi spiritica”. La ragione per cui i fenomeni non si possono ripetere a piacere è proprio la prova che non sono i partecipanti a produrli, ma un’altra personalità che li dirige.
  • L’Importanza della Fede e dell’Intenzione: La fede, quando è vera, è capace di operare miracoli. La fede non deve sostituire la ragione, ma deve avere inizio dove la ragione non può arrivare. Volontà, fede e scienza sono il trinomio su cui il Mago fonda la propria azione.

La Superiorità della Metafisica e della Comprensione

Mentre i fenomeni attraggono l’attenzione, è la Metafisica—il dibattito su concetti come l’Assoluto, l’Eterno Presente e la Coscienza—a costituire il vero insegnamento. L’obiettivo è superare l’illusione della realtà soggettiva e raggiungere la comprensione liberatrice.

Il Passaggio dalle Parole alla Sostanza:

Le Guide sono consapevoli che le parole umane sono insufficienti per descrivere la Realtà. Il linguaggio è una veste “indegna della Verità”. Non è tanto importante morire per un’idea, quanto vivere per un’idea.

  • Comprendere vs. Credere: Gli insegnamenti non devono essere accettati, ma compresi. La comprensione è l’unica cosa che conta. La verità espressa in frasi, se non è compresa, resta un insieme di parole prive di significato. La comprensione è la forma più alta di moralità e spiritualità.
  • L’Evoluzione Accelera la Comprensione: La comprensione non è un fatto intellettuale, ma una trasformazione interiore. La comprensione, che si acquisisce dopo aver superato i dubbi, è come un fiore che sboccia dal fango degli errori e dei dolori. La comprensione è liberatrice e genera ordine nell’intimo.

Il Metodo della Pratica Interiore (Attenzione, Consapevolezza, Coscienza):

Il lavoro metafisico si traduce in una pratica interiore che mira alla costituzione della coscienza individuale. I tre passaggi fondamentali per assimilare gli insegnamenti sono: Attenzione, Consapevolezza, e Coscienza.

  1. Attenzione: Essere consapevoli delle cose alle quali si presta attenzione. L’attenzione non deve essere ridotta a pochi istanti, ma deve essere continua (meditazione in continuità).
  2. Consapevolezza: Rendersi consapevoli è difficile, ma deve essere costante. Nella costante consapevolezza, giunge la comprensione e la liberazione. La consapevolezza è necessaria per superare l’io.
  3. Coscienza: La coscienza è definita come il grado di evoluzione raggiunto grazie al quale l’individuo compie spontaneamente le proprie azioni in armonia con le Leggi Universali. Il veicolo della coscienza è il Corpo Akasico. La coscienza si forma attraverso stimoli interni, non solo esterni, e collega lo Spirito alla mente. Quando la coscienza è pienamente formata, si ha la vera nascita spirituale e i veicoli inferiori vengono abbandonati.

La Trascendenza: Assoluto, Cosmo e l’Illusione

La metafisica del Cerchio è orientata alla dissoluzione dell’illusione e del senso di separatività, spesso causato dall’Io (Ego).

  • L’Assoluto e l’Unità: L’Assoluto è l’Eterno, l’Infinito, l’Immutabile, il Perfetto. Dio è il supremo “perché” di tutto, oltre l’eterno divenire degli Universi. Egli è onnisciente e onnipresente. L’Assoluto non ha forma, ma ha forma in quanto l’Universo è sostenuto da essa, pur non potendolo contenere.
  • Tempo e Spazio Relativi: Il tempo e lo spazio sussistono finché sussiste una dualità. Tutto vive in un Eterno Presente e in una infinita presenza. L’Assoluto conosce tutto quello che accade per contatto diretto, poiché accade in Lui. Il Cosmos stesso è solo il “comun denominatore di tutte le percezioni soggettive”.
  • Le Leggi come Emanazione: Le leggi e i principi non sono una proprietà della materia, ma sono l’emanazione di Dio, l’orditura del Suo Cosmo, e le condizioni per la manifestazione della vita e dell’emanato. Ignorare queste leggi è la causa della sofferenza.

In conclusione, l’insegnamento metafisico risolutivo, raggiunto negli ultimi anni di attività del Cerchio, afferma che le leggi della natura esistevano prima dell’uomo, ma la percezione e la creazione si identificano.

Questo culmina nel concetto finale: non è Dio a creare l’ordine preesistente, ma è la coscienza degli individui a creare quest’ordine, portando l’individuo ad evolvere fino a identificarsi con il divino.

L’uomo deve guardare oltre i fenomeni e le credenze religiose (che sono depositarie di monumenti alla verità, anche se non le comprendono), e concentrarsi sulla trasformazione interiore per superare l’illusione e diventare la verità stessa.

Altri Riferimenti

🔗 Per maggiori dettagli sugli insegnamenti del Cerchio Firenze 77:

📖 Per scaricare l’Opera Omnia: ⁠⁠https://paolofranceschetti.it/

🎧 Per ascoltare le registrazioni degli incontri: YouTube Playlist


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