Mappa della Manifestazione Cosmica

Cerchio Firenze 77: Caratteristiche del Cosmo


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Addentrarsi nella discussione sul Cosmo, nel contesto degli insegnamenti del Cerchio Firenze 77, significa subito confrontarsi con concetti di immensità e di limite, di Eterno Presente e di cicli finiti, che superano di gran lunga la visione scientifica e religiosa comune. Le Guide ci spingono a guardare oltre l’illusione della percezione soggettiva, per afferrare come il Cosmo sia sì grandioso, ma pur sempre un’entità relativa, interamente contenuta e sostenuta dall’Assoluto.

Il Cosmo è definito come la totale risultanza di un processo di manifestazione o emanazione di Dio in continuo movimento. Non è una realtà eterna nel senso assoluto, poiché è limitato nella sua esistenza da un inizio e da una fine nel tempo e nello spazio.

L’Origine del Cosmo: Emanazione e Logos

È fondamentale, nell’ottica del Cerchio, distinguere tra “creazione” ed “emanazione”. L’affermazione che Dio abbia creato tutte le cose dal nulla è considerata assurda sul piano assoluto. Se Dio avesse creato qualcosa dal nulla, mancherebbe di qualcosa, e non sarebbe più l’Assoluto, l’Infinito, o il Perfetto. Dunque, l’Assoluto da Sé stesso emanò tutte le cose.

Questa emanazione e il conseguente riassorbimento dei Cosmi non sono il frutto di un atto di volontà arbitrario, ma fanno parte della natura stessa di Dio. Se ci fosse un “perché” che ha spinto Dio a emanare il Cosmo, allora la Prima Causa non sarebbe più Dio, ma quel “perché” o quella legge.

Il processo logico (non cronologico, attenzione) che porta alla manifestazione del Cosmo inizia con il Logos, che è il primo alito dell’Assoluto. Il Logos è il centro ideale degli Universi, la prima manifestazione che è anche l’essenza stessa di Dio. Il Logos è la prima pietra su cui viene fondato l’intero Cosmo.

Questa prima manifestazione, il Logos, si svela in un triplice aspetto, formando la Trinità:

  1. Il Primo Aspetto è lo Spirito, la radice dell’essere.
  2. Il Secondo Aspetto è la Dualità Primordiale (Akasa), che costituisce l’orditura del Cosmo.
  3. Il Terzo Aspetto è la Mente Universale, da cui procede poi la Trialità (Mente, Energia, Materia), ovvero l’intessitura del Cosmo.

La manifestazione fino al piano mentale (Mente) è un fatto logico, mentre per i piani inferiori (Astrale, Fisico) è cronologica. È nel Logos che si ha la visione totale e priva di veli dell’essenza dell’Assoluto.

I Confini e i Cicli del Cosmo

Il Cosmo, pur essendo manifestazione dell’Infinito, è relativo. La sua esistenza è limitata nel tempo e nello spazio. I cicli di manifestazione e riassorbimento cosmico sono chiamati i “Giorni e le Notti di Brahama”. Il Giorno di Brahama è il periodo di manifestazione in cui l’Assoluto prende un Cosmo come Sua forma, mentre la Notte di Brahama è la fase di non manifestazione, ciò che divide un Cosmo dall’altro, ma non nel senso di spazio.

È importante ricordare che, anche se i Cosmi hanno un inizio e una fine, la loro esistenza è tale che non possono comunicare tra loro, perché non sono contigui. L’unico canale di comunicazione tra i Cosmi è l’Assoluto.

Tutti i Cosmi, pur avendo una durata limitata nel tempo, esistono contemporaneamente nell’Eterno Presente dell’Assoluto, e in quella dimensione vi esistono nell’eternità. L’Assoluto non conosce successione temporale, ma conosce tutto quello che accade (il passato, il presente e il futuro) in un attimo solo.

Il Cosmo come Ordine e Legge

Il Cosmo non è autosufficiente, ma è sostenuto dalle leggi che sono in natura. Tutta la vita e il continuo divenire dell’Universo si fondano su leggi precise. Queste leggi non sono proprietà della materia, ma sono l’emanazione di Dio, l’orditura del Suo Cosmo.

Il Piano Akasico (manifestato dal Secondo Aspetto dell’Assoluto) è definito il “piano delle leggi” perché è qui che hanno fondamento le leggi su cui poggia il manifestato. Ignorare queste leggi non significa che esse non esistano, ma è causa di sofferenza.

Nel Cosmo si nota una differenziazione tra i vari Universi, la cui impronta si manifesta già nel Logos cosmico, ma la differenziazione successiva avviene nel Primo Aspetto della Trialità (la Mente), che impronta un Universo in modo differente dall’altro.

Il Microcosmo e la Realtà Soggettiva

Il Cosmo non è solo una struttura esterna, ma è intimamente legato all’individuo. L’uomo stesso è giustamente definito un piccolo Cosmo, essendo la sintesi, il riassunto del Tutto.

La metafisica del Cerchio porta alla conclusione che la realtà cosmica non è esteriore, ma interiore. Il Cosmo è, in ultima analisi, il comun denominatore di tutte le percezioni soggettive. L’illusione della realtà consiste proprio nell’esistenza di “tanti mondi individuali, che si intersecano solo per una parte”.

La Metafisica punta a disilludere l’uomo dall’idea che l’ordine sia preesistente e immutabile. È la coscienza degli individui a creare questo ordine. Il Cosmo non si sviluppa, ma esiste da sempre, e l’individuo deve evolvere per superare il senso della separatività.

Raggiungere la coscienza cosmica significa identificarsi nel Logos, e chi fa questo è uno con Cristo, Buddha e Krishna. Il massimamente evoluto arriva al punto di identificare la sua volontà con la Volontà Universale, e agire in armonia con le leggi del Cosmo significa in effetti essere queste leggi. Colui che si identifica nell’Assoluto, diventa l’Assoluto, e in questo processo di fusione col divino si dissolve l’illusione della realtà parziale e soggettiva

Altri Riferimenti

🔗 Per maggiori dettagli sugli insegnamenti del Cerchio Firenze 77:

📖 Per scaricare l’Opera Omnia: ⁠⁠https://paolofranceschetti.it/

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