Tempo e spazio sono assoluti? In sintesi: per il Cerchio Firenze 77 l’illusione del tempo e dello spazio nasce dall’addensarsi della materia ed è custodita dall’ego. Per l’Assoluto esiste solo l’Eterno Presente, e il tuo libero arbitrio resta intatto.
Orologio e metro a nastro sembrano misurare la realtà stessa. Gli insegnamenti del Cerchio Firenze 77 li descrivono invece come i confini di un’illusione fenomenica. Qui scopri come nasce l’illusione del tempo e dello spazio, perché l’ego è un occhio di bue, cosa significa Eterno Presente e come liberarti dal peso delle passioni grevi.
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Podcast e video sono realizzati con l’intelligenza artificiale: le voci sono sintetiche e il dialogo nasce dai testi degli articoli e dal mio studio degli insegnamenti.
- L’illusione del tempo e dello spazio nasce dalla materia che si addensa
- Dal vapore al ghiaccio: perché la densità crea la separazione
- Intelletto ed ego: i custodi dell’illusione
- L’occhio di bue: come l’ego crea passato e futuro
- L’Eterno Presente e la pellicola già impressa
- Il falso dilemma del destino: l’albero delle varianti
- Le passioni grevi come chiodi della croce
- La via di liberazione: abitare l’istante
- Riepilogo
- Domande frequenti
- Conclusioni
L’illusione del tempo e dello spazio nasce dalla materia che si addensa ed è custodita dall’ego, come un occhio di bue in un teatro buio. L’Assoluto vive nell’Eterno Presente, osserva senza costringere, e la pacificazione interiore ti permette di abitare l’istante.
L’illusione del tempo e dello spazio nasce dalla materia che si addensa
L’orologio sulla parete e il metro a nastro governano quasi tutta la tua esperienza terrena. Senza queste due coordinate ti sentiresti smarrito nel vuoto. Eppure, nella prospettiva trasmessa dalle Guide del Cerchio Firenze 77, il ticchettio e il nastro metrico non sono pilastri oggettivi della realtà. Sono i confini di una grandiosa illusione fenomenica. Per un inquadramento scientifico e filosofico puoi leggere la voce Spazio e tempo sull’Enciclopedia Treccani/).
L’origine di questa illusione sta nella fisica dei mondi manifestati. Quando una sostanza si addensa e diventa solida, occupa uno spazio in modo esclusivo. Due corpi solidi non possono stare nello stesso punto. Da questa impossibilità di sovrapposizione nasce una distanza, che la mente chiama spazio.
Allo stesso tempo la materia manifestata è soggetta a entropia, attrito, consumo e decadimento. Registrare questo cambiamento, il passaggio da uno stato al successivo, genera la nozione di tempo lineare. Ne parla anche l’articolo sulla Mente Universale, che costruisce questa interfaccia per la coscienza in evoluzione.
Dal vapore al ghiaccio: perché la densità crea la separazione
Pensa all’acqua. Allo stato di vapore si diffonde nell’aria senza confini rigidi. Quando la temperatura scende e diventa un cubo di ghiaccio, la materia assume una geometria definita. C’è un dentro e un fuori, e tra i due una separazione netta.
Questo chiarisce perché gli antichi sapienti davano tanta importanza all’archetipo geometrico della Croce o Quaternario. Senza alcun significato confessionale, i suoi bracci perpendicolari sono la pianta della prigione fenomenica terrena:
- l’asse orizzontale traccia lo spazio e impone la scelta tra un qui e un là;
- l’asse verticale segna il tempo e impone la successione tra un oggi e un ieri;
- nel punto d’incrocio sta la coscienza incarnata, costretta a misurare tutto su queste coordinate.
Intelletto ed ego: i custodi dell’illusione
L’illusione del tempo e dello spazio non è solo una proprietà della materia. La alimenta anche la tua percezione biologica. Gli insegnamenti indicano due custodi: la mente intellettiva e l’ego.
L’intelletto si è sviluppato come strumento di sopravvivenza nella dimensione tridimensionale. Se il cervello dovesse elaborare insieme tutta la vibrazione del Cosmo, andrebbe incontro a un sovraccarico devastante. L’ego interviene per frammentare l’infinito in porzioni digeribili e traccia una frontiera artificiale, ma psicologicamente assoluta, tra te e il resto dell’esistenza.
L’occhio di bue: come l’ego crea passato e futuro
Immagina un teatro enorme, completamente al buio. Sul palco decine di attori si muovono insieme, in scene diverse. L’unica luce è un piccolo occhio di bue, un riflettore dal raggio strettissimo. L’ego è quel riflettore, e illumina a stento un metro quadrato di palco alla volta.
Chi guarda dentro quel cerchio di luce si convince, in buona fede, che il resto del teatro non esista. Quando un attore esce dal cono, l’osservatore dice che è svanito e lo chiama passato. Quando un altro entra, annuncia l’arrivo del futuro. In realtà nessuno nasce o muore in quel momento. Gli attori continuano a coesistere nel buio dello stesso palcoscenico.
Da questo fascio angusto nascono l’illusione della solitudine, dell’isolamento e del divenire continuo. Se la barriera cadesse e ti risvegliassi unito al Tutto, saresti in ogni coordinata dell’essere nello stesso istante. L’asse dello spazio collasserebbe, e vivresti l’intera esperienza in un solo istante indiviso, dissolvendo l’asse del tempo.
L’Eterno Presente e la pellicola già impressa
Cosa accade se guardi l’Universo dal punto di vista dell’Assoluto? La prospettiva divina sostituisce la successione con una simultaneità assoluta. L’Eterno Presente non è un tempo che dura all’infinito. È l’assenza totale di scorrimento, dove passato, presente e futuro coesistono nello stesso istante.
Le Guide lo rendono con una pellicola cinematografica già completa, custodita nella sua scatola. Seduto al cinema senti il divenire: le auto sfrecciano, le scene cambiano. Ma la pellicola fisica è una serie di fotografie immobili, ventiquattro fotogrammi al secondo, che cervello e retina fondono nell’illusione del moto. Il nastro è fermo dall’inizio alla fine.
L’Assoluto guarda la pellicola srotolata su un grande tavolo luminoso, con un unico sguardo: vede insieme il primo fotogramma, il centro della storia e l’ultima inquadratura. Tu invece stai dietro la lente del proiettore. Vedi i fotogrammi scorrere uno alla volta e credi che il film si formi nel momento in cui la luce lo illumina.
Il falso dilemma del destino: l’albero delle varianti
Se il fotogramma di domani esiste già, sei una marionetta che recita un copione? Le Guide rispondono con la dottrina delle varianti. La prescienza dell’Assoluto non è predeterminazione. La chiave sta nella differenza tra osservare e costringere.
L’Assoluto non deduce il futuro con un calcolo. Essendo fuori dal tempo lineare, contempla la tua scelta nel momento esatto in cui la compi liberamente. Prova a pensare a un elicottero sospeso sopra un labirinto. Chi cammina dentro arriva a un bivio cieco, esita e svolta a destra, esercitando un vero libero arbitrio. Chi è in quota vede insieme la partenza, il bivio e l’uscita. La sua visione non costringe nessuno a svoltare.
Il Cosmo non è quindi un labirinto con un unico corridoio. È un albero sterminato di rami. Ogni scelta possibile è un ramo già presente nell’eterno potenziale. Il tuo libero arbitrio consiste nel decidere quale ramo percorrere e quale fotogramma attivare con la tua consapevolezza.
Le passioni grevi come chiodi della croce
Tutto questo è anche una bussola per le inquietudini di ogni giorno. Per le Guide l’evoluzione non consiste nel fuggire dal mondo né nel cercare un eremo. Consiste nello spostare gradualmente il baricentro della tua consapevolezza dai piani densi a quelli sottili, dissolvendo l’inganno soggettivo.
Ciò che inchioda la coscienza alla croce dello spazio e del tempo sono le passioni grevi: avidità, bisogno di sopraffazione, brama di possesso, paure viscerali. Con esse la tua frequenza resta bloccata nella densità. Il tempo diventa un tiranno che consuma le opportunità e la giovinezza. Lo spazio diventa un baratro che ti separa da ciò che desideri e da chi ami.
Gran parte della sofferenza moderna nasce dall’essere sempre fuori dall’istante presente: rimorsi per un passato che non cambia, angoscia per un futuro che spesso non arriva. Come l’ansia per la batteria del telefono che si scarica. Paure e attaccamenti sono i chiodi psicologici che ti fissano alle coordinate della croce.
La via di liberazione: abitare l’istante
La via indicata dalle Guide è la progressiva pacificazione interiore. Quando allenti la pretesa di controllare il mondo esterno e plachi le passioni grevi, il tempo perde il suo potere intimidatorio. Quando colmi il senso di separazione con empatia e connessione, anche la tirannia della distanza svanisce.
Abitando con pienezza l’istante presente ti avvicini alla prospettiva dell’Assoluto e sfiori l’Eterno Presente, restando con i piedi sulla terra. Ogni frammento della vita smette di essere un attimo effimero che precipita nel nulla. Diventa un tassello eterno della trama dell’Universo, custodito da un Amore che regge il Tutto.
Per proseguire, nel prossimo articolo, La Finitudine del Cosmo, vedi perché l’universo materiale ha un inizio e una fine. Se ti sei perso l’articolo precedente, recupera La Mente Universale e la Trialità Fenomenica. Trovi tutti gli articoli del tema nella pagina Dio e il Cosmo.
Se vuoi approfondire questi temi con una guida illustrata, trovi il libro Atlante del Cerchio Firenze 77: oltre 200 pagine e 70 illustrazioni per orientarti tra gli insegnamenti.
Riepilogo
- Lo spazio nasce dall’impossibilità di sovrapposizione dei corpi densi, il tempo dal cambiamento della materia.
- La croce rappresenta le due coordinate che imprigionano la coscienza: qui e là, oggi e ieri.
- L’ego è un occhio di bue che illumina un solo metro di palco e crea passato e futuro.
- L’Assoluto vive nell’Eterno Presente, come chi vede l’intera pellicola srotolata.
- La prescienza osserva senza costringere: le varianti sono rami tra cui scegli liberamente.
- Le passioni grevi tengono la coscienza inchiodata; la pacificazione interiore libera dal tiranno del tempo.
Conclusioni
Grazie di cuore per aver letto fino alla fine!
💬 Quanta parte della tua giornata vivi fuori dall’istante presente, tra rimpianti e ansie? E che cosa cambierebbe se considerassi il tempo una palestra e non un tiranno? Raccontamelo nei commenti qui sotto.
E se l’articolo ti è stato utile, condividilo con chi pensi possa trarne beneficio.


Domande frequenti
Perché nascono dalla densità della materia e dalla percezione limitata dell’ego. Dal punto di vista del piano spirituale non esistono.
È la condizione dell’Assoluto: non un tempo infinito, ma l’assenza di scorrimento, dove passato, presente e futuro coesistono in un solo istante.
Sì. La prescienza dell’Assoluto osserva la tua scelta mentre la compi, senza determinarla. Esistono infinite varianti e tu scegli quale ramo percorrere.
Avidità, brama di possesso, bisogno di sopraffazione e paure viscerali. Tengono la coscienza legata alla densità e al tempo come un tiranno.
Allentando la pretesa di controllo, placando le passioni grevi e coltivando empatia e connessione: così il tempo perde il suo potere intimidatorio.
Biologo nutrizionista e Personal Trainer specializzato in allenamento a corpo libero e calisthenics: la mia visione di salute consiste in un sistema che integra movimento, nutrizione e consapevolezza interiore.
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